TRIESTE PALMANOVA GRADO INDICE DI RIFERIMENTO

VISITA  AD AQUILEIA

Oggi 30 aprile 2007 si è deciso di andare a rivisitare il Friuli, una bellissima terra, dove ha vissuto per una decina d'anni, in giovinezza, la mia Donatella. E' lei quindi a farmi da navigatore, indicandomi la via. Partenza da Meano (TN) alle 9 di mattina, percorrendo le statali per arrivare alla nostra prima tappa nei pressi di Palmanova, dove pernotteremo all'albergo "Al Tai" e da lì visiteremo le cittadine vicine. Pranzo, colazione, cena è pernottamento in camera matrimoniale ci costa, in questo periodo di bassa stagione, all'incirca 100 Euro e quindi convenientissimo. Prima visita alla città di Aquileia, che dista circa venti Kilometri dalla nostra base, per procedere successivamente alla visita di Grado. Le origini della città di Aquileia risalgono all'epoca preistorica, quando la cittadina situata sulle sponde del fiume Natissa era un importante centro per il commercio dell'ambra. Dal 181 a.C., anno in cui i Romani decisero di concederle il titolo di colonia di diritto latino. La città si sviluppa rapidamente diventando la base di partenza delle truppe romane, per la conquista delle regioni centro-europee e balcaniche. Fu, pertanto dotata di possenti mura difensive e di enormi edifici quali il circo, l'anfiteatro, il teatro, le terme, il foro all'incrocio tra il cardo ed il decumano. Raggiunse il suo apice sotto l'impero di Cesare Augusto: con una popolazione stabile di oltre 200.000 abitanti, divenne una delle maggiori e più ricche città di tutto l'impero. Durante i secoli successivi, guerre interne, scorrerie o rappresaglie esterne e rapide incursioni di popolazioni barbariche, come gli Unni di Attila, provocarono il definitivo collasso economico e sociale che perdurò fino al Medioevo. Grazie alla sua posizione che ne faceva

 

 

 

 

punto di incontro tra diverse culture (quella latina, quella germanica e quella slava). Aquileia continuò ad essere un centro politico e culturale a cui far capo e il Patriarca rimarrà sempre vicino e allato fedele al potere politico dell'impero germanico, finchè nel 1077 l'imperatore Enrico IV concesse al patriarca Sigeardo l'investitura feudale con il titolo di duca della Contea del Friuli. Oggi nei suoi musei, che per nostra sfortuna sono aperti solo la mattina, sono raccolti reperti incredibilmente belli a testimoniare l'antica grandezza della città romana e che permettono di ricostruire la vita quotidiana dei suoi abitanti: statue marmo di eccezionale importanza artistica, suppellettili del mondo cimiteriale antico, oreficerie, terrecotte, gemme incise, cammei, ambre, monete, bronzi, ed una delle più preziose e ricche collezioni di vetri romani che esista al mondo. Noi ci limitiamo a visitare, ai margini della strada statale che collega Udine a Grado, il Foro, di cui nel 1934 è stata messa in luce solo una piccola parte poichè il resto si trova interrato sotto le case e le vie vicine. Si passa poi a visitare le case romane, riportate alla luce con i vari scavi e ad ammirarne i tantissimi mosaici ricostruiti sul posto. Di notevole attrazione è anche la Basilica di Aquileia, dedicata alla Vergine e ai santi Ermacora e Fortunato, che sorge attualmente nel luogo in cui, in epoca augustea, si trovava una signorile domus. Qui all'epoca di Teodoro ( 308-319 d.C )

 

 

 

 

furono costruite due aule collegate da un'aula trasversale. In seguito, sui muri delle prime due divenute insufficienti ad ospitare fedeli, vennero costruite in epoche diverse ( e comunque tra la metà del IV secolo e l'inizio del V ) due grandi basiliche collegate tra loro dal battistero. Andò poi distrutta, all'epoca di Attila, la basilica settentrionale mentre la meridionale restaurata, divenne il nucleo centrale dell'attuale basilica. Nel IX secolo infine il vescovo Poppone fece affiancare alla chiesa la possente torre campanaria. Nella cripta risalente al IX secolo e fatta erigere dal patriarca Massenzio si trova il più importante ciclo di affreschi di epoca romanica di tutta l'Italia settentrionale. La decorazione, che copre l'intera superficie muraria, ad eccezione della parete occidentale, fu eseguita in tempi diversi da artisti comunque appartenenti alla stessa scuola pittorica. Visitiamo la chiesa, il suo bellissimo cimitero, posto sul retro e poi un'altra visita ai mosaici restaurati di un altro gruppo di case romane scoperte, durante gli scavi, nelle immediate vicinanze della cattedrale, il Porto fluviale, ove un tempo scorreva il grande fiume Natisone-Torre con una banchina di oltre 300 m. Alle 18.00 ci dirigiamo verso l'isola di Grado  e percorrendo il lungo ponte diga di 4,5 Kilometri, che la collega alla terra ferma in trenta minuti circa la raggiungiamo. Quest'oggi quì, pur non essendo estate inoltrata e fors'anche per la giornata caldissima, è pieno di turisti che gironzolano per le vie della città antica o che percorrono il bellissimo lungomare.

 

 

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